L'81ª edizione della Vuelta di Spagna è una delle più atipiche — e più impegnative — della sua storia. Per la prima volta parte da Monaco, attraversa Francia e Andorra prima di toccare il suolo spagnolo, e non finisce a Madrid ma su una salita verso l'Alhambra di Granada. In 21 tappe e 3.298 chilometri il gruppo affronta sette tappe di montagna, un settore di sterrato e due cronometro. Ecco cosa ci dice il percorso su come si vincerà questa corsa.

Grande Partenza a Monaco e una corsa in quattro paesi

La Vuelta si apre il 22 agosto con una cronometro individuale di 9 km per le strade di Monaco: corta, tecnica, e la prima volta che il principato ospita una partenza della Vuelta. Monaco diventa così il primo paese ad aver ospitato la tappa inaugurale di tutti e tre i grandi giri. I distacchi saranno minimi, ma su un percorso così duro anche pochi secondi condizionano i primi giorni in rosso.

Da lì la corsa risale verso la Provenza per la tappa più lunga dell'intera Vuelta, 215 km fino a Manosque, prima di piegare verso i Pirenei. La tappa 3 finisce nella stazione d'altura di Font Romeu e la 4 è un durissimo circuito di appena 105 km attorno ad Andorra la Vella. Le tappe di montagna corte tendono a esplodere presto, e questa arriva prima che qualcuno abbia trovato il ritmo. La Spagna si tocca solo alla tappa 5.

Sterrato, arrivi in salita e una cronometro decisiva

La novità più discussa del percorso arriva alla tappa 6, verso Castellón, che introduce lo sterrato: settori di ghiaia non asfaltati, rari in questa corsa. Lo sterrato punisce il cattivo posizionamento e invita al caos meccanico, quindi le squadre della generale lotteranno per stare davanti molto prima di arrivare ai settori. Il giorno dopo si sale ad Aramón Valdelinares con le gambe già stanche.

La seconda e la terza settimana decidono la corsa. Calar Alto, alla tappa 12, è una delle salite più lunghe di Spagna e scollina oltre i 2.100 m: una prova pura di potenza prolungata dove non ci si può nascondere. La tappa 14 finisce sulla Sierra de la Pandera, storicamente uno degli arrivi più crudeli della Vuelta, stretto e brutalmente ripido. Poi arriva la cronometro di 32,1 km tra El Puerto de Santa María e Jerez, la più lunga della Vuelta da anni e la maggiore occasione per un passista potente di ribaltare la classifica.

Andalusia e un finale all'Alhambra

Le ultime dieci tappe si svolgono interamente in Andalusia, visitandone tutte e otto le province per la seconda volta nella storia. Il caldo del sud a settembre è di per sé un fattore, e i velocisti avranno le ultime occasioni a Palos de la Frontera e Siviglia prima del ritorno della montagna.

La tappa 20, da La Calahorra al Collado del Alguacil, nel cuore della Sierra Nevada, è la tappa regina e l'ultima possibilità di cambiare la generale. E a differenza della maggior parte dei grandi giri, l'ultimo giorno non è una passerella: quattro giri di un circuito a Granada con una salita di circa un chilometro verso l'Alhambra tengono la corsa aperta fino alla fine, in una delle cornici più spettacolari mai usate da un grande giro.

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